Profilo professionale dello psicomotricista

Professione disciplinata a norma della Legge n.4/2013

Legge n.4/2013

– CHI E’

Lo Psicomotricista opera in via autonoma o in collaborazione con altre figure dell’ambito educativo e socio-sanitario interventi di educazione, prevenzione e di aiuto psicomotorio, nel rispetto della globalità psicofisica dell’individuo, utilizzando metodologie a mediazione corporea.

In particolare:

a – favorisce lo sviluppo psicofisico della persona in età evolutiva e il mantenimento dell’equilibrio psicofisico della persona adulta e anziana;

b – aiuta a superare i momenti di crisi evolutiva nelle diverse età, operando per prevenire l’instaurarsi di una situazione patologica;

c – interviene specificamente in situazioni di difficoltà, operando per la mobilizzazione delle risorse psicofisiche della persona e del suo contesto.

– COME SI FORMA

Per svolgere adeguatamente queste funzioni lo Psicomotricista necessita di:

una formazione teorica ampia, centrata su una visione globale della persona, con particolare attenzione allo sviluppo psicomotorio del bambino, nel superamento della scissione mente-corpo e nel riconoscimento dell’individuo come espressione del suo gruppo di appartenenza;

una formazione personale approfondita, quale percorso di esperienza la cui finalità è l’acquisizione delle capacità di ascolto: dalla percezione delle modificazioni somatiche relative al proprio coinvolgimento emozionale nella relazione con l’altro, alla capacità di decentrarsi verso l’altro, attraverso l’adattamento tonico-emozionale, per giungere alla lettura e alla comprensione del senso della sua espressività motoria.

una formazione professionale specifica, che vede al centro del lavoro l’intervento con la persona nella sua globalità e si realizza attraverso il tirocinio, momenti di elaborazione delle esperienze, supervisioni degli interventi effettuati, seminari sui temi della psicomotricità (atteggiamento dello psicomotricista, la conduzione della seduta di psicomotricità, l’osservazione della persona, modalità e parametri dell’osservazione psicomotoria).

Attualmente la formazione è realizzata da scuole di Psicomotricità presenti sul territorio nazionale, con corsi triennali, avviati a partire dal 1972.

– CHE COSA FA

Lo Psicomotricista postula alla base del proprio intervento l’unità della persona, riconoscendo e favorendo l’interazione e la piena integrazione tra l’area motoria, cognitiva e affettiva. Attiva e favorisce nell’altro la progressiva conoscenza di sé, a cominciare dal sé corporeo e dall’ambiente, attraverso la motricità e le capacità simboliche della persona.

Svolge attività di osservazione, valutazione e bilancio psicomotorio, anche nell’ambito di un lavoro di équipe.

Elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del progetto di intervento, volto all’individuazione ed al superamento delle difficoltà e disagi della persona.

Attua i progetti di intervento nei seguenti ambiti:

EDUCATIVO – PREVENTIVO: gli interventi sono rivolti a favorire un armonico sviluppo psicomotorio, a prevenire disagi della relazione e degli apprendimenti nelle persone in età evolutiva; gli effetti dell’educazione e prevenzione psicomotoria si estendono inoltre a favorire l’integrazione, l’accettazione e la valorizzazione delle differenze personali. Tali interventi possono essere attuati sia in ambito scolastico che extrascolastico, in riferimento alla neonatologia, alla pediatria (ad es. nelle ospedalizzazioni prolungate), in situazioni di rischio sociale e altre condizioni di difficoltà personali.

DI AIUTO: lo Psicomotricista attua interventi di aiuto psicomotorio con

· persone in età evolutiva che presentano ritardi e difficoltà psicomotorie, della comunicazione e dell’apprendimento;

· persone in età adulta che presentano difficoltà connesse con l’alterazione delle funzioni psicomotorie e/o della comunicazione. Gli interventi in questo senso possono essere anche svolti con persone ospitate in strutture psichiatriche, geriatriche, ecc.

SOCIALE: lo Psicomotricista svolge attività di aiuto indirizzata agli adulti (genitori, educatori, insegnanti, operatori dell’ambito sociosanitario e assistenziale) allo scopo di favorire un’adeguata espressività corporea nella relazione umana.

– COME LO FA

L’approccio psicomotorio ha come terreno specifico di intervento il rapporto tra il corpo e i processi psichici nella costruzione dell’identità attraverso la via corporea, nonché il rapporto tra corpo ed espressività, qualunque sia il livello di capacità motorie della persona.

Utilizzando la conoscenza di questi rapporti e la capacità peculiare di lettura della comunicazione non verbale (movimento, tono, postura, gesto, sguardo, uso degli oggetti, dello spazio, ecc.) lo Psicomotricista interviene nella relazione con metodologie psicomotorie (attività percettive, cognitive, ludico espressive, rilassamento, comunicazione non verbale, ecc.) con l’obiettivo di favorire in primo luogo il processo di integrazione fra i diversi piani espressivi e conoscitivi che stanno alla base di quel fenomeno complesso che è la costruzione dell’identità.

Questo obiettivo si realizza non in un percorso di insegnamento-apprendimento di abilità, quanto in contesti comunicativi, dove la rete di scambi rende possibile il riconoscimento dell’altro, lo stimolo e il riconoscimento delle sue risorse.

Lo Psicomotricista ha fondamenti epistemologici, obiettivi e modalità operative peculiari che lo contraddistinguono come figura professionale specifica.